Il grido silenzioso di Fukushima...di LIMEN

Pubblicato il da Limen23

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Che fine ha fatto la tacita centrale di Fukushima e l’emergenza radioattiva? Il silenzio dei media italiani, curiosamente piombato dopo la moratoria del Governo italiano sul futuro dell'atomo nel nostro Paese, potrebbe forse indurre a credere che la situazione sia tornata sotto controllo e che il pericolo di contaminazione sia stato sconfitto. Eppure basta qualche ricerca per accorgersi che nonostante i mesi tentino di seppellire la notizia, la sua gravità non scompare come al risveglio da un brutto incubo, ma continua a gravare sulle popolazioni del Giappone, e da qui al mondo, come un fantasma invisibile e assordante.
 
In questi giorni la Tokyo Electric Power Company (Tepco) ha annunciato il ritrovamento di acqua altamente radioattiva che silenziosamente ha continuato ad infiltrarsi nel mare vicino a uno dei reattori della centrale nucleare danneggiata di Fukushima. Si è scoperto solo l’11 maggio che l'acqua contaminata scorreva da un tubo presente in un pozzetto di un tunnel per cavi elettrici vicino alla presa idrica del reattore numero 3, e dalla parete della fossa raggiungeva l’Oceano Pacifico.
 
L'acqua nella fossa conteneva 37.000 becquerel di Cesio-134 per centimetro cubo, cioè un livello 620 mila volte al di sopra del limite di sicurezza stabilito dal governo. Nell'acqua di mare tra la tubazione di carico e una vicina barriera speciale, realizzata proprio per impedire che l’acqua radioattiva finisse nell’oceano, il cesio-134 era 32.000 volte sopra il limite. La maggior parte dei composti di Cesio sono molto solubili in acqua ed in grado di viaggiare per distanze molto lunghe via etere: queste proprietà parrebbero dunque mettere ancora a rischio la catena alimentare marina e di conseguenza quella umana, oltre che rialzare il sipario sul fenomeno delle piogge contaminate. Secondo alcuni studi aumentare l'assunzione di alimenti contenenti potassio o iodio parrebbe opporre una barriera all’ingresso degli elementi radioattivi nel corpo o facilitarne l’espulsione. È sempre utile in ogni caso non abbassare mai la guardia e porre attenzione alla scelta degli alimenti come delle bevande, nonostante l’informazione ufficiale taccia.

Da dove venga la nuova fuga di acqua radioattiva e da quando sia iniziata sembra un mistero. Come accadde ad aprile, quando la Tepco dovette confermare che acqua altamente radioattiva era fuoriuscita in mare da una crepa in una fossa all'esterno del reattore 2. Ad oggi pare che altra acqua radioattiva potrebbe fuoriuscire da una falla nel reattore n.1 a causa di un brusco calo del livello dell’acqua all’interno dello stesso reattore. La fusione del nucleo potrebbe quindi non essere ancora stata scongiurata una volta per tutte a causa dell’impossibilità di raffreddare i reattori allagandoli.

L’unica alternativa, per ora, sarebbe quella di far circolare per l'impianto l'acqua radioattiva accumulata in queste settimane, nonostante ciò comporti costi altissimi per la decontaminazione istantanea della stessa e la costruzione di un nuovo bacino di stoccaggio. Ma quanto tempo potrebbe richiedere, e cosa succederebbe nel frattempo?
 
L’acqua radioattiva sversata dalla centrale potrebbe espandersi in tutto l’Oceano Pacifico attraverso la corrente di Kuroshio, raggiungendo la costa nord-americana già entro l’anno prossimo. Non dimentichiamo infatti che nel frattempo si è cominciato a riversare in mare tonnellate di acqua che sebbene classificata come “lievemente radioattiva” presenta una concentrazione di radiazioni di circa 100 volte il limite legale.
 
Perché, alla luce dei fatti, continuare a tacere un quadro di portata così globale?

 

Un abbraccio, LIMEN

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