“Medicina ufficiale”: quello che non ci dicono.

Pubblicato il da Limen23

Il farmaco è oggi il rimedio promosso come “di più facile accesso e dai risultati immediati” per eliminare sintomi che invece dovrebbero farci riflettere sull’origine delle nostre patologie. Come spieghiamo infatti che più ci “curiamo” con questi ritrovati sintetici di laboratorio, più finiamo con l’aver bisogno di curarci ancora per nuove malattie, sintomi più resistenti, disturbi che diventano cronici?

Dietro ad una morbosa preoccupazione per la salute dei cittadini si nasconde in realtà una vergognosa “economia del farmaco”, che ha bisogno di malati per continuare a produrre miliardi e miliardi di fatturato, sostenendo medici, ricercatori, ma soprattutto le case farmaceutiche e le loro ricerche, peraltro dubbie se solo volessimo soffermarci sul fatto che raccolte ed investimenti come quelle su cancro, distrofia muscolare, sclerosi multipla ma persino Telethon, ad oggi, non hanno mai reso pubblici i risultati puntuali delle ricerche finanziate.

Le ragioni di tutto ciò appaiono perlopiù chiare anche alla sola conclusione di alcune semplici ricerche sul web. Ci siamo mai domandati se davvero i medicinali che ci propinano siano efficaci? O che fine facciano realmente i soldi che devolviamo alle cause più nobili?

Partiamo da alcune piccole grandi storie nel ciclone delle polemiche sanitarie da anni, presentando alcuni dati facilmente rintracciabili su fonti telematiche e cartacee.

Il 98% dei malati di cancro muore entro il 5° anno per la chemio o nonostante la chemio.

Questa terapia, un cocktail di farmaci a loro volta cancerogeni, è incoraggiata da medici che illudono i pazienti di una possibile guarigione entro 5 anni. Ma il retroscena rivela uno scandaloso affare da miliardi di euro all’anno: esami, medicinali, test, operazioni chirurgiche, terapie di supporto e controlli alimentano centinaia di migliaia di medici, ricercatori e case farmaceutiche, che vivono grazie al portafoglio dei pazienti generando milioni e milioni di fatturato.

Eppure, da secoli, nelle regioni più povere di Sud America e Oriente come, tra i tanti Stati, in Giappone, ci si cura da questi mali ed altri mali con l’estratto di una pianta grassa selvatica, l'ALOE ARBORESCENS, che cresce spontaneamente in tutto il mondo, è in grado di eliminare le tossine da tessuti ed organi del corpo e si può coltivare in casa. Proprio come accade per molte altre piante medicinali, guarda caso presenti in quantità edulcorate o manipolate in molti medicinali del mercato, ma inspiegabilmente tacciate come “i peggiori nemici della Medicina” non appena ci si chieda come mai allora non se ne utilizzino quantità maggiori e più pure, attestata la loro miracolosa efficacia.

Una ricerca di Sos Pharma dichiara che in Brasile, il Paese con la maggiore biodiversità vegetale, il 91,2 percento delle famiglie si auto-medica con piante medicinali locali e il 45% le coltiva in casa. Perché, allora, di tutto questo non si parla?

Forse, a ben guardare, perché per le multinazionali produrre un farmaco a basso costo che sia efficace in modo definitivo non è un buon investimento: il massimo profitto si realizza creandone altri con molti effetti collaterali che inducono altre patologie, e pochi o nessun beneficio reale. Allora, chi sostiene il contrario, viene eliminato o escluso dal circuito scientifico che conta.

Lo stesso raggiro continua a riprodursi di anno in anno, ogni volta per nuove patologie. Cosa dire infatti dell’influenza H1N1?

Questo virus è frutto di una manipolazione genetica di laboratorio: contiene segmenti genetici provenienti da altri quattro virus, quello dell’influenza suina e dell’aviaria del Nord America, quello dell’influenza umana e quello dell’influenza suina eurasiatica.

Il 90% dei 1000 morti complessivi al mondo che l’ipotetica pandemia avrebbe inflitto sono deceduti per malattie preesistenti. Miete di più una guerra. Miete di più la classica influenza stagionale. Solo che l’Organizzazione Mondiale della Sanità doveva venderne i vaccini, guarda caso già brevettati un anno prima del primo caso dallla Baxter, una multinazionale del farmaco. Cosa mai successa con i vaccini precedenti, oltretutto, è che di questo se ne raccomandarono due dosi, con moltiplicazione del rischio di effetti collaterali, spreco delle già precarie risorse finanziarie riservate alla Sanità, e vertiginosi guadagni da parte delle aziende farmaceutiche. E perché poi si scopre che la famiglia Obama, gli Ebrei e i Musulmani furono esclusi dall’obbligo di vaccinarsi? O che l’esubero dei vaccini è stato tratto in siti di rifiuti pericolosi a causa dell’enorme quantità di mercurio che contengono?

Secondo una classifica stilata dalla rivista Forbes, l’industria farmaceutica è ai primi posti tra le corporations più lucrose del mondo insieme al settore petrolifero.

È dunque facile capire come i cartelli farmaceutici siano così in grado di influenzare POLITICHE, riviste scientifiche, finanziamenti alle ricerche, mezzi di informazione. Un apparato interamente corrotto.

Il meccanismo non cambia: basta raccontare una storia da raccontare, creare allarmismo, fornire la “soluzione ufficiale” e renderla quasi obbligatoria agli occhi delle persone, vittime solo della paura e di una geniale quanto insospettabile azione di terrorismo psicologico.

Chi sono, davvero, le “istituzioni ufficiali” a cui affidiamo le sorti della nostra salute?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, oltre che essere sotto il controllo dell’Onu, braccio politico della finanza internazionale, è sostenuta da Big Pharma, così come l’Agenzia Europea per i Medicinali e l’Agenzia Italiana del Farmaco. La Big Pharma è una delle più potenti lobby farmaceutiche del pianeta. E chi è a capo della Big Pharma?

Alcune famiglie storiche: gli HOFFMANN della Roche, i SANDOZ della Novartis, i WALLENBERG di AstraZeneca, la fondazione LILLY, o gruppi multisettoriali come la Total e l'Oréal, azionisti di Sanofi-Aventis. Tutte tra le maggiori multinazionali farmaceutiche, ad oggi indagate per aver causato morti, per violazioni di sicurezza, per aver finanziato partiti politici, per terrorismo mediatico su false epidemie. Per il resto, all’interno di Big Pharma troviamo banche e fondi di investimento.

Appurato a questo punto che la Medicina vive sul denaro, chiediamoci di quante malattie potrebbe già esserci una cura tenuta nascosta per assicurare profitti record a queste lobby, e a cosa servano ricerche che non potrebbero mai scoprire la cura ad alcunché per continuare a sostenere la stessa ragione.

La nostra storia si lancia a questo punto nello spazio, all’epoca della controversa missione segreta Apollo 20.

Il ricercatore scrittore Luca Scantamburlo intervistò William Rutledge, ex pilota di test di volo di origine belga e comandante dell’Apollo 20.

Questa missione sulla Luna sarebbe avvenuta nell’agosto 1976: la sua destinazione era il cratere Iszak. Pur se ci trovavamo in totale guerra fredda la missione sarebbe stata congiunta americana-sovietica, in quanto proprio una sonda sovietica riprese poco tempo prima sul lato oscuro del nostro satellite un oggetto sigariforme lungo diversi chilometri, che pareva un’astronave aliena. Le immagini furono fornite dal cosmonauta sovietico Alexei Leonov, che accompagnò la squadra di Rutledge.

Obiettivo: studiare il sito, ma anche recuperare prove di tracce intelligenti sul nostro satellite.

La maggior parte della missione si svolse all’interno di un’altra astronave ritrovata nei pressi della prima, di forma triangolare, che Rutledge stimò antica 1 miliardo e mezzo di anni. Da questa, furono riportati sulla Terra il corpo di un alieno intatto, seppure in stato comatoso, che sarà battezzato Mona Lisa, e un siero estratto da una pianta extraterrestre, che risultò in grado di curare ogni tipo di malattia dopo diverse sperimentazioni su casi umani. Il governo americano l’avrebbe detenuta in segreto per un’utenza altamente selezionata, ma oggi sarebbe finita, nonostante gli esperimenti per tentare di comprenderne la composizione, ancora sconosciuta, sarebbero in piena attività.

L’UNICA SCOPERTA DI UNA CERTA RILEVANZA SAREBBE LA SOMIGLIANZA AD UN DERIVATO DELL’ALOE ARBORESCENS. Sì, proprio quella snobbata dalla “medicina ufficiale”.

E continua dunque il gioco con la salute di chi soffre, illudendo il mondo ed approfittando del denaro di coloro che nelle ricerche mediche continuano a riporre speranze.

Forse, se imparassimo che non tutto ciò che si paga è in buona fede, come non tutto ciò che è “ufficiale” è efficace, capiremmo che spesso l’ufficialità è solo la giustificazione all’interesse economico delle lobby planetarie. Forse inizieremmo a curarci affidandoci alla Natura, che ha permesso all’umanità di arrivare fin qui, rispolverando quella connessione che ci rende parte del Tutto che ci circonda, ritrovando l’antica capacità di ascoltare il nostro corpo, di ascoltare la vita, che in sé ha già tutte le risposte. A voi la riflessione.


 

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