Fukushima: crolla un reattore, rischio evacuazione di massa

Pubblicato il da Limen23

reattore-4-fukushima.jpgLo avevamo denunciato in post precedenti su questo blog: falle taciute che continuavano a riversare acque contaminate e radioattive in mare hanno aggravato le condizioni della già fatiscente struttura di Fukushima, provocando ora il crollo del reattore 4, che è sul punto di collassare del tutto. Eppure il silenzio sulla vicenda continua, asservito agli interessi di multinazionali come la General Electric, che possiede testate importanti, a scapito della salute collettiva giapponese e mondiale.

Sì, perché la situazione ora vede il pentolone radioattivo scoperchiato rilasciare non solo, come dallo scorso 11 marzo ha continuato a fare, sostanze radioattive nell’oceano, ma sempre di più anche nell’aria. Il risultato è la conferma che dalla contaminazione non sfuggirà nulla, e per almeno 30 anni. Ammissioni ancora timide, ma ormai inevitabili, iniziano a scucire insostenibili quantità di stronzio radioattivo nelle acque ed insanabili concentrazioni di cesio 137, oltre 10mila volta al di sopra di quelli rilevati l’anno scorso, nelle acque costiere al largo del Giappone. Senza contare che le correnti oceaniche ne avrebbe già trasportate parti ingenti lungo le coste americane e non solo. E senza nuovamente contare che dalle acque tali contaminazioni raggiungono falde, terreni, sedimenti, dunque cibi e risorse idriche delle popolazioni.

Ad oggi, se l’edificio del reattore 4 si danneggiasse ulteriormente, si dovrebbe riparare ad evacuazioni di massa in Giappone. E nel frattempo le dichiarazioni ufficiali diffuse dalla stampa internazionale cercano ancora di far credere che le radiazioni siano “contenute” e senza fuoriuscite dirette nell’ambiente.

 

Perché ancora menzogne, quando ad essere in gioco è la salute di tutti, un diritto sacrosanto che dovrebbe essere il primo, anche istintivamente, a dover essere salvaguardato per la sopravvivenza umana?

I crolli continuano, l’entità delle falle e la scarsità di fondi non permettono di fronteggiare adeguatamente l'emergenza: l’economia e gli interessi commerciali superano ancora una volta la priorità della vita umana, quella stessa vita che ci ha permesso di arrivare fin qui. Ed è proprio un paradosso che l’Uomo perseveri nella sua autodistruzione inseguendo l’idea di un “benessere” sociale fondato sull’“avere”, un benessere fallace, perché per quanto qualcuno potrebbe arrivare a possedere, la salute sarebbe comunque il primo presupposto per poterne godere.

Gruppo Limen23

Con tag Attualità

Commenta il post